Scene dal Soga monogatari

Scuola Tosa
Scene dal Soga monogatari
Periodo Edo, XVIII secolo
Paravento a sei ante
Inchiostro, colore e gofun, su fondo d'oro
370 x 168 cm

Il paravento rappresenta scene tratte dal racconto dei fratelli Soga. Questa storia narra di come nel 1176 i due fratelli vendicarono la morte del padre uccidendo l’assassino Suketune durante un’escursione di caccia. Pur riuscendo nella loro missione Juro, il fratello maggiore, rimase ucciso e Goro, il minore, fu catturato e portato alla corte dello shogun e in seguito giustiziato.
Il gran numero di personaggi rende la composizione estremamente dinamica: molte scene vengono mostrate allo stesso tempo, dando così all'opera una notevole vitalità. I vari passaggi del racconto sono separati da coltri di nuvole d'oro: la parte inferiore del primo e del secondo pannello (partendo da destra) mostra una festa dopo la caccia, mentre la parte superiore del quarto raffigura Oiso, l'amante di Goro, che indica Suketune addormentato ai due fratelli. Nella parte sinistra sono descritte scene di combattimento e, in alto, lo Shogun Yorimoto con i suoi consiglieri mentre giudica Goro, che è stato catturato; lì accanto un ragazzino con le braccia alzate inveisce contro Goro: è il figlio di Suketune.

Per ulteriori informazioni: Giuseppe Piva Arte Giapponese 


Obon, la festa delle lanterne

L’estate giapponese è caratterizzata da una delle festività più importanti dell’anno: l’Obon (お盆), che si svolge dal 13 al 16 agosto. Si tratta di una serie di celebrazioni del culto buddhista in onore dei defunti, le cui anime per quattro giorni all'anno ritornano nelle proprie dimore terrene per riunirsi ai propri cari. In occidente è meglio conosciuto come la “Festa delle Lanterne”.

L’Obon è una mescolanza di pratiche cinesi, introdotte con il buddhismo intorno al VI secolo e di riti commemorativi autoctoni praticati in epoche precedenti, che hanno dato origine all’attuale ricorrenza. L’etimologia della parola Obon deriva dal sanscrito Urabon, che è poi stato abbreviato in “bon” accompagnato dal prefisso O- di cortesia.

Il programma previsto per l’Obon è davvero ricco e contribuisce a renderlo un momento tanto atteso per tutte le famiglie giapponesi che possono così ricongiungersi con i propri antenati. Tradizione vuole che il primo di agosto le anime si mettano in viaggio per raggiungere le loro dimore terrene. I giorni 13 e 14 agosto in preparazione all’arrivo dei defunti le case vengono pulite per bene e decorate con piante, frutta e incensi sacri. In seguito vengono accesi fuochi, fiaccole e candele lungo le strade e i sentieri. Queste luci si chiamano Mukaebi (迎え火、Fuochi di benvenuto) e costituiscono la guida per aiutare le anime dei defunti a trovare la strada di casa. Il giorno 15, il giorno dell'Obon vero e proprio, le famiglie si recano assieme al cimitero recitando sutra buddhisti per proteggere gli antenati di famiglia. Successivamente si riuniscono tutti a tavola offrendo cibo e bevande anche per i defunti, ad esempio riso o verdure tagliate contenuti in foglie di loto e appoggiate sugli altari domestici. Caratteristica di questa giornata è anche la danza tradizionale, il Bon Odori 盆踊り, ballata intorno ad un fuoco e accompagnata dal ritmo dei taiko (太鼓、tamburi tradizionali giapponesi), il tutto in una cornice di hanabi (花火、fuochi d'artificio). Il giorno 16 è il giorno dei commiati: vengono riaccesi i fuochi e le lanterne, il cui nome cambia in Okuribi (送り火、Fuochi di accompagnamento), per condurre le anime nell'aldilà. Inoltre, per facilitare il ritorno, gli Okuribi oltre che su strade e sentieri, vengono messi anche lungo i corsi d’acqua, il che genera uno scenario ancora più suggestivo. Questo rito ulteriore si chiama Toronagashi (灯篭流,Flusso delle lanterne).

È interessante riflettere su come la concezione orientale per quanto riguarda la commemorazione dei defunti sia così diversa da quella occidentale. Commemorare i propri cari in Giappone è motivo di festa, di comunione, di convivialità. Il ricordo non è certo permeato da un senso di abbandono e tristezza per coloro che non ci sono più ma, il tutto è vissuto con estrema serenità. È sicuramente una filosofia di pensiero incompatibile con le nostre tradizioni occidentali ben radicate ma costituisce comunque uno spunto per un confronto costruttivo fra culture così diverse.

Alice Santinello


Elmo SUJI-BACHI KABUTO

SUJI-BACHI KABUTO
Periodo Momoyama (1575 - 1615)
di Soshu-Ju Myōchin Jo.

Raro elmo a 32 piastre, ognuna con decori in nunome-zogan (ageminatura) in argento e ottone con motivi di tipo choji-karakusa raffiguranti chiodi di garofano e piante di edera stilizzate.
Le quattro piastre cardinali sono bordate con so-fukurin mentre tutte le piastre riportano un higaki dorato alla base. La piastra frontale è più larga, con uno shinodare centrale. Il tehen-no-kanamono è piatto, come in uso nel periodo Momoyama.
Il kuwagata-dai è più antico e risale al periodo Muromachi.
L’uso del carattere jo (上) nella firma è una caratteristica inusuale che allude probabilmente alla tradizione degli armaioli di Haruta del XIII secolo; i primi elmi in cui appare una firma risalgono difatti a questo periodo e riportavano solo questo kanji.

 


Umi no Hi, il Giorno del Mare

Oggi è il Giorno del Mare in Giappone (海の日 umi no hi), festa nazionale che cade sempre il terzo lunedì di luglio.

Nel 1874, il governo Meiji commissionò ad un noto cantiere navale, di costruire la nave a vapore Meiji-Maru. Il nome della nave fu scelto dal 16enne Imperatore Mutsuhito. Meiji prende nome dell’Era in cui egli governò ed ha il significato di “governo saggio, illuminato”. Maru è il suffisso che viene aggiunto alla maggior parte delle navi e si pensa che derivi da un suffisso che viene aggiunto per esprimere il proprio affetto verso ciò che si possiede e che ci è caro. Quando la nave fu completata, nel 1876, l’Imperatore salpò per un’ispezione del nord est del Giappone, attraverso la regione del Tōhoku, partendo da Aomori, facendo un piccola sosta a Hakodate e terminando a Yokohama il 20 luglio dello stesso anno.
Fu nel 1941 che, in onore di quel giorno, fu proposto dal Ministro delle Comunicazioni Shozo Murata, l’Anniversario del Mare (海の記念日 umi no kinenbi, 20 luglio), per commemorare il viaggio intrapreso dall’Imperatore sulla Meiji-Maru.
Ma ancora non diventerà una festività nazionale, se non nel 1996, prendendo il nome di Giorno del Mare. Anche se all’inizio cadeva sempre il 20 luglio, nel 2003 fu spostata al terzo lunedì di luglio. Questo grazie al sistema legislativo chiamato Felice Lunedì, che era stato creato per muovere alcune festività di lunedì in modo da creare weekend lunghi.

Questa fesività ha lo scopo di ringraziare l’oceano per i suoi doni (cibo) e per augurare prosperità al Giappone. Il Giappone infatti è circondato dall’oceano, è costituito da moltissime piccole e grandi isole e i prodotti marini sono un’abbondante risorsa di cibo. L’oceano ha anche una grande influenza sul clima e sulle condizioni ambientali del Giappone e nell’antichità era il mezzo attraverso il quale gli stranieri e la loro cultura arrivavano.

Il Giorno dle Mare è anche il primo giorno di vacanza di tutto il periodo estivo. La stagione delle piogge (tsuyu 梅雨) finisce, arrivano le giornate calde, molte scuole chiudono e c’è la sensazione che l’estate sia veramente iniziata. Per celebrare sia il Giorno del Mare sia l’inizio dell’estate, molte persone approfittano di questa vacanza per recarsi al mare. Durante i 12 giorni che vanno dal 20 al 31 di luglio, chiamati la Stagione Marina (Umi no shunkan 海の旬間), molti eventi, come presentazioni sulle ricerche marine, pubbliche visite ad instituti marini e concerti sull’acqua, sono tenuti in tutto il Paese.


Yuko Asakusa, la geisha più anziana di Tokyo.

Yuko Asakusa, 91 anni è la Geisha più anziana di Tokyo. Ed è anche la geisha più anziana ancora in attività in tutto il Giappone. Ha iniziato giovanissima, a soli 13 anni e pratica la sua arte con successo da ben 75 anni. A chi glielo chiede, risponde: "Ho solo 91 anni!"
Perchè essere geisha è un’arte. Esse non sono attrazioni turistiche, sono donne che portano avanti una tradizione millenaria.
Yuko Asakusa, all’anagrafe Fumi Kikuchi, vive a Tokyo, tutte le mattine si prepara e indossa il suo abito tradizionale. Suona il Shamisen e canta. La danza,data la sua età avanzata, non la pratica più. Ad oggi la sua attività è ormai l’insegnamento: trasmette il suo sapere alle giovani che vogliono diventare Geisha e non ha nessuna intenzione di andare in pensione.
L'arte della Geisha è da preservare e mantenere; in Giappone, ormai, ne sono rimaste solo 1000. Yuko Asakusa senza dubbio contribuisce fortemente a tramandare le raffinate arti del mondo delle Geisha.

 


Katana, Rai Kunimitsu, 1335 circa, Nagasa

Le due grandi scuole della tradizione Yamashiro sono la Awataguchi e la Rai. Quest’ultima fu attiva a partire dal medio Kamakura con una produzione di lame con uno stile leggero e aggraziato che ancora ricordava quelle del tardo Heian. Fu Kunimitsu a forgiare spade da unkissaki più grande e con una conformazione più robusta; questa lama, in particolare, ha unkissaki di ben 4 cm, inusuale per Kunimitsu ma in tendenza con lo stile che si afferma durante il periodo Nanbokuchō. Anche la presenza di niku, derivante da una costruzione più solida, suggerisce una datazione tra il 1330 e il 1340.
Le lame datate di Rai Kunimitsu vanno dal 1326 al 1351. Le caratteristiche della scuola Rai sono tutte magnificamente presenti in questa lama: una curvatura aggraziata ma imponente, un jigane compatto e un hamon di tipo suguha (dritto) che racchiude in sé fitti ko-gunome e ko-choji che rimandano a quella che diventerà la tradizione Soshu.
È da notare come l’attribuzione a Rai Kunimitsu riportata sul certificato juyo token sia sicura: la mancanza del termine den prima del nome, infatti, indica che non ci sono margini di dubbio su chi sia l’autore della lama.
Il koshirae comprende Fuchi, kashira e tsuba in shakudo nanako con incrostazioni in oro raffiguranti pivieri tra le onde. Menuki dorati, a forma di pesce. Kogai e kogatana in shakudo nanako con kiri-mon e hishi-mon dorati. I kodogu sono firmati Sano Terumoto con kao.

Per maggiori informazioni: Giuseppe Piva- Arte Giapponese 


Gion Matsuri - Kyoto

Il Gion Matsuri, deve il suo nome dal noto quartiere Gion a Kyōto. Si tratta di una festa religiosa, nella quale si invoca e si prega il dio Takehaya Susanoo no Mikoto, venerato presso il santuario Yasaka. Da circa 1200 anni si celebra ogni estate a partire dal 1 luglio per l'intero mese allo scopo di calmare gli spiriti dei defunti e invocare la protezione del dio sulla città di Kyōto perché tenga lontano malattie e catastrofe naturali. Il primo Gion Matsuri risale al periodo Heian, perciò può essere considerato uno dei più antichi festival giapponesi. Ogni anno giungono a Kyoto moltissimi turisti ma anche giapponesi provenienti da tutto il Giappone. Il 1 luglio, gli organizzatori del matsuri si riuniscono presso il santuario Yasaka per tenere la cerimonia del kippuiri, durante la quale essi pregano la divinità affinchè durante il matsuri non sorgano problemi ed inconvenienti.
Gli eventi che hanno poi luogo durante il matsuri sono molteplici, ogni giorno vi è un evento diverso, ma i due più importanti sono Yamaboko Junko, sfilata di 32 carri, e Mikoshi Togyo, l’uscita delle tre portantine divine, che si svolgono entrambi il 17 luglio, giorno in cui la festa raggiunge il suo apice. I 32 carri sono di due diversi tipi : yama e hoko. I carri yama raffigurano scene della storia cinese e giapponese e della mitologia, spesso anche pini, sentuari e manichini. Invece i carri hoko sono massicci carri a due piani, trascinati da gruppi di anche 50 uomini. Entrambi i tipi di carri comprendono un incredibile numero e varietà di elementi decorativi : pitture, tegole, bambole, sculture in metallo e tessuti provenienti dall’Europa, portati lungo la via della seta.
I giorni seguenti le sfilate del 17 luglio si hanno ulteriori celebrazioni che coinvolgono le tre portantine sacre,che infine il giorno 24 vengono riportati al santuario. Il 24 luglio è un'altro giorno importante nel quale si svolge l'Hanagasa Junko: in questa giornata le maiko e i bambini sfilano per la città indossando copricapi o portando ombrelli decorati con fiori.
Infine, il giorno 31 completa il matsuri con la Nagoshi- sai, la cerimonia di purificazione d'estate presso il tempio Yasaka. Un enorme cerchio fatto di lunghe canne verdi è posto all'ingresso del tempio. Il passaggio attraverso questa corona  servirà a purificare lo spirito.


Tokyo love, il romanzo

Tokyo love,
il romanzo dell’incontro tra due donne “straniere”  la tessitura intensa e leggera di un amore e di un mistero.

In una Tokyo oceano di insegne luminose, grattacieli, centri commerciali, viadotti affollati di automobili e treni, donne e uomini si muovono rapidi e ordinati fra colori, cibi, merci e destini che si intersecano. Su questo sfondo avviene l’incontro magico, delicatissimo e vorace tra due donne diverse per età, cultura, provenienza. Una fotografa occidentale e il fascinoso, ingenuo, irresistibile revenant di una giovane fanciulla orientale che torna dalle profondità dell’Oceano dov’era scomparsa.
Una storia d’amore fatta di percezioni sempre più persuasive che tra realtà e sogno, notte e giorno, vita e non vita, le differenze sono solo segnali da cogliere.

L’autrice:
Silvia Accorrà è fotografa e narratrice di storie al limite fra rivelazione e mistero, fra Occidente e Oriente. Tokyo Love è il primo romanzo di una trilogia ambientata in Giappone, il paese dove la scrittrice ha inteso che, fra uomini e donne, donna e donna, pensieri e luoghi, epoche antiche e dimensioni future, una vera distanza incolmabile non esiste. Per attraversare tali realtà complesse la fotografa scrittrice ne sfiora i diversi registri con ali resistenti e delicate come Mishima Yukio e Banana Yoshimoto. Questo romanzo è il racconto di un amore e di un mistero.

Ecco l'intervista all'autrice.


Antiquariato giapponese

Pipistrello Attr. a Horaku Scuola di Kyoto, inizio del XIX secolo Netsuke in ebano; occhi intarsiati in corno nero Lunghezza: 4 cm
Il pipistrello è rappresentato con le ali semichiuse, in posizione compatta e quasi stilizzata. Le ali spigolose dalla superficie estremamente liscia contrastano con le fitte incisioni che descrivono il pelo sul corpo. Gli occhi piccoli e tondi sono intarsiati in corno nero.
In Cina e in Giappone i pipistrelli sono sempre stati considerati un simbolo di prosperità e felicità, associati spesso a doni nuziali. Questo significato benaugurale trova la sua origine nell’omonimia tra le parole cinesi “felicità"e “pipistrello”. Horaku fu attivo a Kyoto, dove divenne famoso per la sua abilità nella resa dei dettagli. Si specializzò nella produzione di animali, in particolare in pipistrelli, soggetti a lui molto cari. Un netsuke virtualmente identico attribuito a Hokaru fa parte della Michel Edde Collection (Netsuke, Michel Edde Collection, 1998 p.119) e un altro molto simile firmato dall’artista si trova nella Sheila M. Baker collection (The Sheila M. Baker Collection of Japanese netsuke and inro, Rutherson & Bandini n.56).

Giuseppe Piva Arte Giapponese

Via San Damiano, 2

Milano, VA 2012

Italy


Milano Manga Festival - Milano

Dal 24 maggio al 2 giugno 2014
alla Fabbrica del Vapore
Via Giulio Procaccini, 4 , 20154 Milano

Milano Manga Festival 2014

Torna anche quest'anno il Milano Manga Festival nella nuova location della Fabbrica del Vapore, dove dal 24 maggio al 1 giugno si svolgerà un ricco programma di workshop, conferenze spettacoli e proiezioni incentrate sul tema del cibo e della musica nel manga.

E per i fan della cucina giapponese c'è una grossa novità: Milano Matsuri 2014 e Milano Manga Festival 2014 si uniscono per favorire, attraverso la proposta dello street food giapponese e della cultura j.pop del mondo disegnato nipponico, la scoperta dei piatti che legano le due realtà.

Appuntamento dunque il 24 maggio con takoyaki (polpettine di polpo), okonomiyaki (le “pizze giapponesi”), udon (grossi spaghettoni), gyudon (ciotola di riso con carne), gyoza (ravioli alla piastra), onigiri (polpettine triangolari di riso) e karaage (pollo fritto), ma anche dolcezze come dorayaki (pancake ripieni), taiyaki, (dolcetti alla piastra a forma di pesce), dango (palline di pasta di riso) e molti, molti altri cibi e bevande speciali.

Ecco il programma della manifestazione:

Piazzale Esterno

Sabato 24 Maggio

Ore 11,30-12,30 circa KAGAMIWARI: Cerimonia di apertura della botte di sake, con inaugurazione ufficiale e presentazione de programmi delle varie giornate. Invitati sul palco il Console Generale del Giappone e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano
Ore 14,00-14,30 KAMISHIBAI: cantastorie giapponese
Ore 15,00-15,30 MOCHITSUKI: rito di battitura del riso e preparazione dolcetti di riso giapponesi a cura della sig.ra Higuma Kyoko di AIRG
Ore 16,00-17,00 TAIKO: Concerto di Tamburi tradizionali giapponesi.
Ore 17,00-17,30 KAMISHIBAI: cantastorie giapponese
Ore 17,30-18,30 TAGLIO DEL TONNO: dimostrazione del taglio tradizionale di un tonno di grandi dimensioni e spiegazione dell’utilizzo delle varie parti a cura dello Chef Hirazawa Minoru di AIRG e del suo team (questa dimostrazione potrebbe essere rimandata a domenica 25)

Domenica 25 Maggio

Ore 14,00-14,30 KAMISHIBAI: cantastorie giapponese
Ore 15,00-15,30 MOCHITSUKI: rito di battitura del riso e preparazione dolcetti di riso giapponesi a cura della sig.ra Higuma Kyoko di AIRG
Ore 16,00-17,00 TAIKO: Concerto di Tamburi tradizionali giapponesi.
Ore 17,00-17,30 KAMISHIBAI: cantastorie giapponese

Sala Cattedrale

Sabato 24 Maggio

Ore 11,00-11,40 “YAMATO-MARU: la tradizione giapponese della pesca, la cucina giapponese di pesce povero ed il rapporto tra alimentazione e pesca sostenibile. Argomento sviluppato in modo ludico per coinvolgere anche i bambini.” (a cura di AIRG con team Expo Mare)
Ore 11,45-13,25 Proiezione “Magical Sisters Yoyo & Nene” (MMF)
Ore 14,00-15,00 CHANOYU: cerimonia del tè
Ore 15,15-16,40 Proiezione “Jiro e l’arte del sushi” (MMF)
Ore 17,00-18,00 CONFERENZA: CIBO GIAPPONESE, MANGA E SAKE' (a cura di MMF, AIRG e Sig. Marco Massarotto di Associazione Via Del Sake)
Ore 18,30-19,30 KOTO E SHAMISEN: concerto di musica tradizionale con strumenti tipici giapponesi suonati da musicisti di Nara, antica capitale del Giappone. (AIRG)
Ore 20,15-22,15 Proiezione “Wolf Children” (MMF)

Spazio Workshop

Ore 12,30-13,15 SHOW COOKING: ARMONIA E BELLEZZA DELLA CUCINA GIAPPONESE .
Presentazione di alcuni piatti della Manga Oishinbo (a cura dello chef Ikeda Osamu di AIRG)
Ore 14,30-16,00 Workshop Manga [MMF]
Ore 16,30-17,15 SHOW COOKING: LA TRADIZIONE NIPPONICA DEGLI INGREDIENTI FERMENTATI.
Illustrazione del gusto particolare giapponese per gli ingredienti fermentati come salsa di soia e pasta di miso, con spiegazione di alcune ricette tipiche (a cura degli chef AIRG)
Ore 17,30-19,30 Workshop Manga [MMF]
Corsi di Calligrafia, Origami, Pittura Tradizionale [AIRG]

Domenica 25 Maggio

Ore 11,30-12,15 Proiezione “Panda! Go, panda!” (MMF)
Ore 14,00-15,00 VESTIZIONE DEL KIMONO: dimostrazione della vestizione di kimono tradizionali da geisha con spiegazione dei significati pratici e simbolici di accessori e decori (a cura di Associazione Giappone In Italia)
Ore 15,15-16,40 Proiezione “Jiro e l’arte del sushi” (MMF)
Ore 17,00-18,00 CONFERENZA: CIBO GIAPPONESE E VINI ITALIANI (a cura di AIRG e Consorzio Cantine Gavi, con la partecipazione del sommelier giapponese Hayashi Mototsugu e dell’esperta di cucina giapponese sig.ra Graziana Canova Tura)
Ore 18,30-19,30 KOTO E SHAMISEN: concerto di musica tradizionale con strumenti tipici giapponesi suonati da musicisti di Nara, antica capitale del Giappone. (AIRG)

Spazio Workshop

Ore 11,30-13,00 Workshop Manga per bambini [MMF]
Ore 13,30-15,30 Workshop Manga per ragazzi [MMF]
Ore 16,30-17,15 SHOW COOKING: IL LEGAME STORICO TRA CUCINA GIAPPONESE E CUCINA CINESE.
La storia, l’evoluzione e la ricetta per la preparazione di un perfetto piatto di ramen (a cura dello chef Ikeda Osamu di AIRG)
Ore 17,30-19,30 Workshop Manga [MMF]

Martedì 27 Maggio

Ore 11,45-13,25 Proiezione “Magical Sisters Yoyo & Nene” (MMF)
Ore 15,15-16,40 Proiezione “Jiro e l’arte del sushi”
Ore 20,00-22,00 Proiezione “Jinx!!!” (ANTEPRIMA ITALIANA)

Mercoledì 28 Maggio

Ore 16,30-18,30 Proiezione “Jinx!!!” (ANTEPRIMA ITALIANA)
Ore 20,30-22,10 Proiezione “Tokyo Slaves” (ANTEPRIMA MONDIALE)

Spazio Workshop

Ore 15,30-16,30 Workshop dedicato ai soci AIRG e ai ristoratori Giapponesi

Giovedì 29 Maggio

Ore 12,00-14,00 Proiezione “Una lettera per Momo”
Ore 15,30-17,30 Proiezione “Jinx!!!” (ANTEPRIMA ITALIANA)
Ore 20,30-22,10 Proiezione “Tokyo Slaves” (ANTEPRIMA MONDIALE)

Spazio Workshop

Ore 16,00-18,00 Workshop Manga [MMF]

Venerdì 30 Maggio – Holly & Benji Day

Ore 11,30-13,15 Proiezione “Magical Sisters Yoyo & Nene” (MMF)
Ore 18,00 Happy Manga Party by Lemonsoda
Ore 19,30-20,30 Concerto Magic Yellow Band
Ore 21,30-22,10 Concerto Cristina D’Avena

Sabato 31 Maggio

Ore 18,00-19,40 Proiezione “Magical Sisters Yoyo & Nene”
Ore 20,30-22,10 Proiezione “Tokyo Slaves” (ANTEPRIMA MONDIALE)

Spazio Workshop

Ore 15,30-17,30 Workshop Manga [MMF]

Domenica 1 Giugno

Ore 11,00-12,00 Proiezione “Jinx!!!” (ANTEPRIMA ITALIANA)
Ore 13,00-14,20 Proiezione “Jiro e l’arte del sushi”
Ore 20,30-21,45 Concerto Nippon Eldorado Kabarett (Soundcheck dalle 17,00 alle 19,00)

Spazio Workshop

Ore 16,00-18,00 Workshop Manga [MMF]

Lunedì 2 Giugno

Ore 11,00-13,10 Proiezione “Puella Magi Madoka Magica - Parte 1 - L'inizio della storia”
Ore 13,30-15,20 Proiezione “Puella Magi Madoka Magica - Parte 2 - La storia infinita”
Ore 15,30-15,45 Proiezione Preview “Madoka Magica – Parte 3”
Ore 17,00-19,10 Proiezione “Puella Magi Madoka Magica - Parte 1 - L'inizio della storia”
Ore 19,30-21,20 Proiezione “Puella Magi Madoka Magica - Parte 2 - La storia infinita”
Ore 21,30-21,45 Proiezione Preview “Madoka Magica – Parte 3”

Il programma potrebbe subire variazioni: per aggiornamente e informazioni consultare il sito http://milanomangafestival.it/


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